Frontón in Italia

Il gioco della Pelota basca ha avuto nel corso dei secoli una diffusione che ha travalicato i confini dei Paesi Baschi, arrivando ad essere giocato alle Olimpiadi di Parigi del 1900 (è stato inoltre uno sport dimostrativo nel 1924, 1968 e 1992).

Anche in Italia ci sono testimonianze e foto che documentano la presenza di questo sport e dei campi da gioco,  frontón, appositamente costruiti per permetterne lo svolgimento. I Frontón -in italiano denominati con il più generale termine di sferisterio- più attivi a livello professionistico sono stati quelli di Milano (in via Palermo) e quello di Napoli, ma entrambi sono oggi scomparsi, lasciando il posto ada altre attività.  A  Torino, nella via della Pallacorda, c’è stato fino a poco prima della seconda guerra mondiale uno sferisterio chiamato trinquete (del tipo più conosciuto nella zona francese) dove si giocavano la palla a bracciale e la pelota.

In generale nel corso del XIX secolo sono stati molti gli sferisteri costruiti in giro per l’Italia: Firenze, Faenza, Alba, Macerata e Imperia. Non in tutti si è sviluppata una tradizione di gioco della pelota, prediligendo discipline autoctone come il gioco di pallone col bracciale e la pallapugno, descritte in alcuni componenti da Giacomo Leopardi ed Edmondo de Amicis. A Parma uno dei monumenti del patrimonio archeologico della città è il “Palazzo della Pilotta”, costruito dai farnese nel 1500, e così chiamato per il gioco della pelota che si svolgeva nel cortile.

Nell’attualità non resta traccia dei vecchi frontón del secolo scorso; solo il palazzo di Milano è rimasto in piedi ma viene ormai utilizzato come sala di moda. Per quanto riguarda lo sport della pelota in Italia tra il 1980 e il 2010 si è registrata una discreta attività dilettantistica, aspettando che la disciplina venga ammessa alle olimpiadi.

Questi brevi cenni sulla presenza del gioco della pelota e degli spazi per giocarlo in Italia, ne denotano una presenza non trascurabile all’interno della cultura sportiva italiana, tanto da essere presente nel film “La vita agra” di Carlo Lizzani del 1964 e nel video “Gli amici di Milano” sulla vita culturale del capoluogo lombardo nel dopoguerra, dove alcune immagini mostrano una partita di Pelota.

Sarebbe interessante riuscire a ricostruire con più completezza questo incontro, quindi chiediamo a chiunque abbia maggiori informazioni, o anche solo delle possibili tracce, di farci sapere. Così come noi saremmo felici di aiutare chi abbia voglia  svolgere su questo argomento una tesi o un lavoro di ricerca.

Una risposta a Frontón in Italia

  1. Stefano Tagliacozzo scrive:

    Se non ricordo male, c’era un frontòn nel collegio collegato alla chiesa di San Carlino alle Quattro fontane (a Roma, ovviamente in Via delle Quattro fontane); forse parte della parete utilizzata in passato per il gioco della pelota c’è ancora. L’edificio del Borromini ha anche altri riferimenti alla cultura basca, tra cui l’albero di Gernika dipinto su un soffitto, questo perchè vi erano molti religiosi di origine basca, credo legati a Ignazio di Loyola.
    Sono notizie che ricordo in modo un po’ vago da una visita di qualche anno anno fa alla chiesa alla chiesa e alle stanze ad essa collegate, e non ci metterei la mano sul fuoco.